Il Pecorino Romano DOP frena. Troppa offerta

4 maggio 2016 - Dopo il boom degli ultimi due anni, sta facendo registrare una flessione il mercato del Pecorino Romano DOP, il formaggio a denominazione di origine protetta di puro latte di pecora più esportato in America.

Se è vero che nel 2014 e 2015, il pecorino romano ha raggiunto il prezzo di 10 euro al chilo per quanto riguarda l’esportazione negli States, è altrettanto vero che oggi la sua quotazione è scesa al di sotto degli 8 euro al kg. Una congiuntura sfavorevole, che di conseguenza ha fatto crollare il prezzo del latte ovino pagato alla stalla, passato dall’euro al litro di un anno fa a circa 0,80 euro del 2016. Il motivo? Un surplus produttivo di pecorino romano, che ha saturato le richieste.

La conferma dal Consorzio di tutela del Pecorino Romano DOP, che ha sede a Macomer, in provincia di Nuoro con il presidente Salvatore Palitta. «A fronte di una richiesta stabile», afferma», si è avuta una produzione in aumento di pecorino negli ultimi 12 mesi. Questo ha comportato il crollo del prezzo e di conseguenza una vistosa flessione della remunerazione del prezzo del latte alla stalla». E ora gli allevatori, con la Coldiretti in testa, non ci stanno. Dall’associazione di categoria arrivano le proteste, che riguardano un po’ tutte le province della Sardegna.

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